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La Campania produce tre DOCG, venti DOC e vari e IGP: il Taurasi, il Greco di Tufo ed il Fiano di Avellino, sono i tre vini a denominazione di origine controllata e garantita, il massimo riconoscimento conferito ad un vino di qualità. E’una terra ricca di prodotti dalla spiccata tipicità, carichi di tradizione e cultura locale. Dai vitigni campani si ottengono vini di grande pregio, con grandi profumi e sapori, espressione di piccole aree produttive, tenuti insieme da una matrice comune che ha radici profonde fino agli albori della coltivazione della vite in Campania e che si manifesta in un patrimonio varietale estremamente ricco ed originale. La gran parte dei vitigni autoctoni, che sono alla base della produzione dei vini Doc e DOCG regionali, ha origini antichissime ed è coltivata solo in aree dove si ha una identificazione del vitigno con il territorio. Questo grandissimo patrimonio rappresenta la vera ricchezza della viticoltura campana che diviene custode e valorizzatrice della migliore tradizione vitivinicola nazionale. La Campania, è rimasta estranea alla moda ed all'introduzione di vitigni internazionali, puntando alla piena valorizzazione delle varietà locali. La storia della vite e del vino ha origini remote in Campania; attualmente la testimonianza più antica circa la conoscenza e l'utilizzo della nobile bevanda ottenuta dalla fermentazione del succo d'uva, risale al IV millennio a.C. Per quanto riguarda la viti-enologia italica, riferimenti certi li abbiamo grazie agli etruschi prima ed ai greci e romani poi. Durante questo lunghissimo arco di tempo la Campania ha rappresentato ininterrottamente uno dei principali "centri" per lo sviluppo e l'evoluzione della vite e del vino. La filosofia etrusca di coltivazione vedeva la vite "maritata" a piante ad alto fusto; tale sistema oggi è presente in limitatissimi areali, di cui il più significativo è proprio in Campania, nell'agro aversano. Poi, nelle colonie campane della Magna Grecia il vino ebbe un posto di primo piano, come è testimoniato dalla cosiddetta "tomba del tuffatore" (Paestum V sec. a.C.), unico esempio di pittura figurata greca, dove su quattro lastre riproducenti alcune scene di un banchetto sono evidenziati gli effetti che il vino provoca sui commensali. Ma fu in epoca romana, quando la vite fu definitivamente "addomesticata" con l'impiego di tutori morti (pali) ed il ricorso a intense potature annuali, che la viticoltura campana raggiunse il massimo splendore. Tra le varietà più coltivate: Aglianico, Fiano, Greco, la Falanghina che allignano nei vigneti della Campania.
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